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CONFERENZA CONCLUSIVA: LA TUTELA DEI DIRITTI NEL LAVORO TRA GIURISDIZIONI INTERNAZIONALI, EUROPEE E NAZIONALI, lunedì 9 maggio 2011, ore 14.45

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I giuslavoristi europei

Solo sessant’anni fa l’Europa unita era un sogno di poche menti eccellenti, sovente definite visionarie. Questo sogno è diventato una realtà proprio grazie alla equilibrata applicazione della filosofia della “Europa dei piccoli passi”. Circa 500 milioni di cittadini comunitari convivono pacificamente, si muovono e si stabiliscono liberamente in un territorio di oltre 4 milioni di km2, dispongono di una moneta unica, colgono opportunità, altrimenti neanche immaginabili, che consentono loro di vivere dignitosamente, di avere maggiori e migliori possibilità di occupazione, di acquisire nuove competenze, di contribuire alla nascita e alla crescita di imprese non solo sempre più competitive, ma anche messe in grado di operare e di programmare investimenti con maggiore certezza.

L’Unione europea non è solo una partnership economica, ma anche un soggetto politico a carattere sovranazionale ed intergovernativo, le cui importanza e utilità del ruolo sono riconosciute e rispettate in un’epoca caratterizzata dalla globalizzazione dei mercati, che, anche per effetto di una costante politica di liberalizzazione, risentono di un elevato grado di competizione e sono sempre più aperti agli scambi internazionali.

Per sfruttare al meglio le enormi potenzialità dell’Unione europea, tuttavia, è necessaria una maggiore cooperazione tra i 27 Paesi, che consenta il riavvicinamento delle politiche di intervento in materia fiscale, industriale e degli investimenti comuni nella ricerca e nelle reti; la creazione di una politica unica dell’energia; la realizzazione di investimenti interni in infrastrutture.
Sono tematiche nuove,  con elevato grado di complessità, che hanno fatto sorgere la necessità - sia per gli operatori economici, che devono essere messi in grado di adottare in autonomia corrette decisioni, sia per le Istituzioni, chiamate a regolare questo sistema di scambi - di avvalersi di professionalità dotate di elevato grado di specializzazione.

In tale contesto, per consentire al mercato comunitario del lavoro una crescita armonica e realmente competitiva, sono necessarie scelte legislative tempestive ed efficaci, che, tuttavia, non possono non essere condizionate da delicati e complessi fattori di natura sociale, politica, industriale e culturale.

Quasi sempre il risultato di queste mediazioni è la produzione di antinomie e sovrapposizioni normative, un groviglio di precetti e regole a volte quasi inestricabile, ma che può essere, comunque, sciolto utilizzando i percorsi logico-giuridici che le Istituzioni comunitarie - a vario titolo e livello, grazie anche all’indispensabile contributo di economisti, sociologi ed operatori del settore - hanno creato al momento delle scelte politiche e normative, e che sono sottoposti, in ambito sia nazionale che comunitario,  ad una costante, anche se non sempre coerente, verifica giudiziaria di corretta applicazione.

E’ necessario, quindi, rendere più effettiva l’indispensabile opera di omogeneizzazione nella creazione e interpretazione di norme, valori e sistemi, esigenza da sempre avvertita, ma che oggi è ancor più forte, soprattutto per le imprese, anche in conseguenza dell’ingresso nell’Unione europea di Paesi con tradizioni e culture giuridiche e sociali che per oltre 60 anni hanno risentito di orientamenti politici che ne hanno fortemente condizionato le scelte.

In questo scenario, va effettuato anzitutto uno sforzo di condivisione dei principi e dei valori da porre alla base di norme che possano essere applicate nei 27 Stati membri, regole che si fondino soprattutto sulla difesa e sulla promozione della giustizia sociale.

L’identico scopo di promozione della giustizia sociale e di un lavoro dignitoso per tutti sta alla base del mandato che fin dal 1919 anima l’International Labour Organization (ILO).

Per affrontare questa sfida l’ILO ha creato un sistema di norme internazionali del lavoro che coprono tutti i principali aspetti del mondo del lavoro.  In Italia 92 Convenzioni Internazionali del Lavoro sono attualmente in vigore.

Allo stesso tempo l’ILO ha modellato un sistema di controllo che permette di trattare tutti i problemi derivanti dall’applicazione di queste norme a livello nazionale.

La struttura tripartita dell’ILO, assicurando a queste norme il sostegno sia dei governi che degli imprenditori e dei lavoratori, mette a disposizione del mondo del lavoro un quadro giuridico internazionale rivolto a garantire che lo sviluppo economico resti ancorato sull’obiettivo consistente a migliorare la vita delle persone ed a preservarne la dignità.

Le norme internazionali del lavoro sono innanzi tutto degli strumenti di riferimento per lo sviluppo delle legislazioni nazionali ed in particolare per l’Italia, che ha ratificato un alto numero di Convenzioni, queste ultime fanno parte integrante dell’ordinamento giuridico interno. Il valore aggiunto di queste norme non si limita però all’impatto sulla legislazione del lavoro ma esse contribuiscono anche al consolidamento delle giurisprudenze e pratiche giuridiche nazionali.

Un altro stimolo all’utilizzo delle norme internazionali del lavoro deriva dall’interesse crescente dei cittadini per la dimensione etica dei prodotti. Questo interesse ha portato molte imprese operanti a livello internazionale e nazionale, ad adottare dei codici di condotta  per regolare le condizioni di lavoro nei rispettivi siti di produzione ed in quelli relativi alla loro catena di approvvigionamento. La gran parte dei codici di condotta adottati fino ad oggi, fa riferimento alle norme dell’ILO sia in materia di diritti fondamentali nel lavoro come la libertà sindacale e negoziazione collettiva, la non discriminazione, il divieto di lavoro minorile e obbligatorio, sia in materia di sicurezza ed igiene sul luogo di lavoro.

Nel contesto europeo, e in coerenza con l’azione svolta a livello mondiale, l’ILO intende contribuire a soddisfare le nuove esigenze del mondo del lavoro e della produzione, che richiedono professionalità complete, in grado, prima, di comprendere e, poi, di gestire processi così complessi, risorse che dovranno essere dotate di una solida formazione giuridica di carattere generale, della conoscenza specifica della materia e di esperienza, requisiti che potranno possedere solo veri esperti in questa branca del diritto: i giuslavoristi europei.

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